Visita allergologica

Visita allergologica : in cosa consiste?

La visita allergologica: quando effettuarla e perchè.

La genetica può influenzare l’inforgenza delle manifestazioni allergiche, poichè rappresenta la predisposizione alla patologia. Genitori allergici possono trasmettere ai propri figli una maggiore probabilità di ipersensibilità.

Lo sviluppo di un’allergia può aumentare proporzionalmente al numero di parenti con stessa patologia.

Anche i fattori ambientali determinano un rischio.

Il servizio di Visita allergologica è dedicato alla diagnosi ed alla terapia delle principali patologie allergiche cutanee e respiratorie, con particolare attenzione a:

  • dermatite atopica,
  • dermatiti da contatto,
  • dermatosi professionali,
  • orticaria,
  • prurito,
  • rino-congiuntiviti allergiche
  • asma bronchiale

La diagnosi delle allergie alimentari.

Inoltre, nell’allergologia particolare attenzione viene anche posta alla diagnosi delle allergie alimentari.

L’accesso ai servizi diagnostici di allergologia è possibile sia in modo diretto che su indicazione del medico curante, sia di medicina generale che pediatra di famiglia,

L’accesso può avvenire anche da parte dello specialista dermatologo, otorino, pneumologo, gastroenterologo.

Tuttavia, al fine di ottenere una diagnosi più accurata e precisa, si consiglia di eseguire una visita allergologica prima di sottoprsi ai vari test.

Per tutte queste patologie si effettuano sia visite ambulatoriali, che test allergologici sulla cute (prick test, patch test) e sul sangue (PRIST: dosaggio IgE specifiche; RAST: dosaggio IgE specifiche).

I test epicutanei  di allergologia (patch test) non possono essere eseguiti in caso di recente esposizione a radiazioni ultraviolette (sole, UVA, UVB), dovendo passare almeno un mese dall’ultima esposizione.

Per sottoporsi alle prove allergometriche – sia prick che patch – è necessaria la sospensione delle terapie antistaminiche per un periodo minimo di 5-7 giorni, e delle terapie corticosteroidee sistemiche per un periodo minimo di 3-4 giorni.

I pazienti in terapia cronica con corticosteroidi devono consultare il medico curante per le modalità di sospensione graduale del farmaco.

Non è invece necessaria alcuna sospensione per i pazienti in terapia corticosteroidea topica (spray nasale, gocce oculari, creme e lozioni),. Fanno eccezione i casi in cui il farmaco venga utilizzato nelle zone ove si devono eseguire i test.

Direzione: Via Velletri 10 Roma

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