TUMORE AL SENO: COME PREVENIRLO

di Dott.ssa Prof.ssa Rossella Occhiato
Dirigente Medico e Docente in Convenzione, Università La Sapienza – Policlinico Umberto I

Negli ultimi anni il trattamento del tumore della mammella è andato incontro a significative innovazioni con la definizione di nuovi standard di cura.

In ambito radiologico l’imaging integrato della mammografia 3D e della ecografia ci consente di individuare precocemente il tumore mammario.

La tempestività della diagnosi è fondamentale, ma altrettanto importante è l’impiego di personale dedicato alla metodica più importante nel riconoscimento del tumore al seno.

L’avvento della Tomosintesi ci ha consentito di vedere oltre ciò che eravamo abituati a riconoscere in 2D, grazie allo studio della mammella in strati sottili di 1 mm ed oggi il suo impiego è diventato ruotinario.

Con l’integrazione ecografica che completa l’iter diagnostico di I livelli si ottiene un’elevata accuratezza nell’individuazione di lesioni mammarie di piccole dimensioni.

Gli esami di II livello sono rappresentati dalla Risonanza Magnetica che, con l’utilizzo del mezzo di contrasto, ci consente di valutare il tipo di vascolarizzazione di eventuali noduli, e dalle biopsie, con dispositivi dedicati sotto guida mammografica e/o ecografica, che ci consentono di tipizzare istologicamente le lesioni mammarie al fine di stabilire l’opportuna strategia terapeutica.

Nei casi di donne con rischio genetico o ereditario di ammalarsi di tumore al seno, la Risonanza Magnetica è parte integrante del protocollo di sorveglianza.

Il tumore al seno colpisce oggi 1 donna su 8 e ogni anno vengono diagnosticati circa 48.000 nuovi casi.

La prevenzione, attraverso costanti visite specialistiche e strumentali, rimane quindi la nostra migliore arma per combattere il tumore alla mammella, che rappresenta ancora la prima causa di morte nel sesso femminile.

Nell’ambito della diagnostica per immagini ad oggi non è stata messa a punto nessuna indagine in grado di sostituire la Mammografia. La Mammografia 3D rimane al primo posto tra gli esami di primo livello da effettuare in fase di screening.

COSA E’ LA MAMMOGRAFIA 3D

La Mammografia 3D, o Tomosintesi della mammella, è una tecnologia di visualizzazione di immagini 3D in differenti angolazioni con una scansione di breve durata di una mammella mantenuta ferma. La Rete di centri clinici diagnostici Artemisia Lab ha messo a disposizione dei suoi pazienti tale strumento diagnostico già da più di un anno.

VANTAGGI DELLA MAMMOGRAFIA 3D

  • Le immagini ad alta definizione possono essere ulteriormente elaborate per mettere in evidenza eventuali alterazioni strutturali.
  • La Tomosintesi della mammella presenta una validità sia nello screening mammografico sia nella diagnostica mammografica.
  • La Tomosintesi risolve gran parte dei problemi di sovrapposizione dei tessuti che sono una delle maggiori cause di richiamo e di immagini aggiuntive negli esami mammografici a 2D. Alcune patologie che nell’immagine mammografica erano nascoste diventeranno individuabili.
  • La ridotta necessità di richiamo che deriva dall’uso della Tomosintesi porterà ad una riduzione della dose complessiva di raggi.
  • La localizzazione di una lesione in uno strato determina completamente le sue vere coordinate 3D all’interno della mammella.
  • La Tomosintesi non richiede l’alta forza di compressione invece necessaria in quella tradizionale.
  • Precisa localizzazione del tessuto lesionato.
  • Approvata dall’FDA: superiore qualità dell’immagine

A CHI SI RACCOMANDA LA MAMMOGRAFIA 3D

La mammografia 3D è rivolta alle donne dai 40 ai 69 anni, fascia di popolazione femminile maggiormente colpita da tumore al seno.

La fase di prevenzione può oggi partire dai 35 anni nei casi di familiarità di primo grado che vedono coinvolte 2 o più persone del nucleo familiare.

Senologia

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