MOC – mineralometria ossea computerizzata o densitometria ossea DEXA

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Descrizione

Il macchinario

MOC con macchinario di ultima generazione con rivelatori digitali ad alta risoluzione e ultra veloci, ad alto rendimento e a basso rumore, che forniscono una migliore mappatura e immagini ossee.

Sorgente di raggi X a doppia energia e ad alta frequenza, per una maggiore stabilità di misurazione a lungo termine progettata per eliminare gli errori di sovrapposizione dei raggi e la distorsione dell’immagine riscontrati nelle tecniche di acquisizione rettilinea.

L’osteoporosi, fino a pochi anni fa considerata una quasi fisiologica conseguenza dell‟invecchiamento. Viene oggi ritenuta una vera e propria patologia, con importanti ripercussioni socio-sanitarie ed economiche.

La Consensus Developement Conference (Hong Kong, 1993) l’ha definita come “malattia sistemica dello scheletro”. Essa è caratterizzata da una ridotta massa ossea e da deterioramento del tessuto scheletrico con conseguente aumento della fragilità ossea e predisposizione alle fratture.

L‟osteoporosi colpisce soprattutto i soggetti di sesso femminile che, costituzionalmente dotati di minor massa ossea rispetto al maschio, arrivano alla senescenza dopo averne subito una rapida perdita nel periodo climaterico (a causa soprattutto della carenza estrogenica).

A causa dell’aumento dell’età media della popolazione, l’osteoporosi sta diventando uno dei principali problemi sanitari dei Paesi industrializzati.

Per questi complessi motivi, la prevenzione ed il trattamento dell’osteoporosi rappresentano un problema di estrema importanza per le organizzazioni sanitarie di tutti i Paesi industrializzati.

La misurazione della massa ossea costituisce, quindi, la base per la diagnosi di osteoporosi.

Le informazioni che la densitometria ossea ci fornisce riguardano la misurazione di:

  • contenuto osseo minerale  (Bone Mineral Content-BMC espresso in g/cm)
  • densità minerale ossea in un’area (Bone Mineral Density-BMD espresso in g/cm2);
  • densità minerale ossea in un dato volume (BMD espresso in mg/cm3).

La densitometria ossea (MOC) ha consentito di approfondire le conoscenze sulla complessa struttura ossea.

In che modo? Evidenziando la diversa risposta dell’osso trabecolare e dell’osso compatto agli stimoli biomeccanici, ormonali e nutrizionali.

Principio fondamentale MOC DEXA:

Il principio fondamentale che è alla base della DEXA è la misurazione della trasmissione attraverso l’organismo dei raggi X. Questi provengono da due diverse fonti di energia fotonica e ciò permette di quantizzare le masse di due tipi di tessuto (in questo caso l’osso e il tessuto molle).

La DEXA consente le seguenti scansioni standardizzate: total body, lombare, femore.

Esecuzione dell’esame MOC

MOC della Colonna

La MOC della colonna si esegue a paziente supino sul lettino densitometrico con un apposito sostegno sotto le gambe (in questo modo si riduce la fisiologica lordosi lombare evitando sovrapposizioni vertebrali ed ingrandimenti geometrici) e con il tronco libero da oggetti come bottoni, corsetti o ganci metallici.

La scansione viene generalmente eseguita sulla colonna lombare, dura pochi secondi, è indolore e non richiede da parte del paziente una preparazione specifica.

Normalmente l’esecuzione dell’esame della colonna lombare, prevede un’unica proiezione PA. Tuttavia realizzando la scansione del rachide lombare in proiezione laterale, possiamo eliminare dall’analisi densitometrica le ossificazioni legamentarie, le calcificazioni parietali aortiche (di frequente riscontro negli anziani), che aumentano in maniera artificiosa il valore della BMD.

Inoltre è possibile escludere gli elementi posteriori del rachide lombare e studiare solo il corpo vertebrale limitatamente alla componente centrale che ha il più alto contenuto di osso trabecolare, che sappiamo essere la parte metabolicamente più attiva.

MOC del Femore

La MOC del femore si esegue a paziente supino con bacino e arti inferiori liberi da oggetti metallici e opportunamente posizionato con un supporto speciale, che consente di abdurre e intraruotare leggermente le gambe (20°).

La scansione dura pochi secondi, è indolore e non richiede una specifica preparazione da parte del paziente.

Durante la scansione del paziente, il computer ricostruisce, pixel per pixel, l’immagine della sezione in esame. L’operatore posiziona manualmente le regioni di interesse (ROI) e l’apparecchiatura fornisce automaticamente i dati relativi al BMC (contenuto osseo minerale) e alla BMD (densità ossea minerale) di ciascun distretto esaminato.

MORFOMETRIA VERTEBRALE

Attualmente la morfometria vertebrale viene eseguita sulle immagini ottenute con apparecchio radiologico tradizionale, morfometria radiologica (MRX: morphometric Xray radiography) o su quelle ottenute con apparecchio per densitometria, morfometria assorbimetrica (MXA: morphometric X-ray absorptiometry).

L’accertamento delle fratture vertebrali può essere definito anche con un’altra metodica che prende il nome di morfometria vertebrale. Tale metodica misurando le altezze, anteriore, centrale e posteriore, dei corpi vertebrali dei tratti dorsale e lombare del rachide permette di definire in maniera oggettiva e riproducibile le fratture vertebrali. Da tali misurazioni possono scaturire tre tipi di frattura vertebrale:

  • a cuneo (riduzione di almeno 4 mm o del 15% dell’altezza anteriore rispetto all‟altezza centrale e posteriore);
  • mono-biconcava (riduzione di almeno 4 mm o del 15% dell’altezza centrale rispetto all‟altezza anteriore e posteriore);
  • da compressione o collasso (tutte le altezze vertebrali sono ridotte di 4 mm o del 15% rispetto alla media delle corrispondenti altezze delle vertebre adiacenti superiore ed inferiore).

Tale metodica si esegue con il macchinario MOC DEXA.

 

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