Ecografia Prostatica 3D – Tridimensionale

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Descrizione

Informazioni
Utilizza una sonda transrettale di ultima generazione 3D, a frequenza più elevata e con ricostruzione tridimensionale che viene introdotta nel retto a vescica piena e la cui permanenza nel retto è di pochi secondi rispetto alla consueta ecografia prostatica transrettale. L’esame necessita, per essere eseguito che il paziente venga a vescica piena (per riempire la vescica occorre: urinare 3 ore prima dell’esame e bere circa un litro d’acqua un’ora prima).

Attenzione!! Se il paziente è un grave cardiopatico o è molto anziano deve bere, lentamente, solo mezzo litro. Il paziente deve inoltre portare in visione un recente dosaggio plasmatico (entro un mese dall’ecografia) del P.S.A. e P.S.A. free (tale prescrizione è rivolta ai pazienti che abbiano più di 45anni di età). L’osservazione transaddominale è fastidiosa solo per la ritenzione di urina, mentre la transrettale solo per motivi psicologici può essere mal tollerata.

La sonda è infatti di piccole dimensioni e comunque l’esame non è doloroso.


Perché la si fa e quali informazioni fornisce:
Serve per dimostrare con grande accuratezza e precisione la presenza di una patologia della prostata. In particolare tale metodica permette di individuare la presenza di noduli e neoplasie ed infiammazioni (prostatiti). In particolare permette di analizzare la natura dei noduli e discriminare tra lesioni di tipo solido e liquido, di natura benigna o maligna, avvalendosi anche dell’ausilio del color e del power Doppler che permettono di valutare con esattezza la vascolarizzazione di eventuali patologie nodulari ed orientare verso il tipo di diagnosi di natura benigna o maligna e dunque permettere ulteriori approfondimenti diagnostici. Una volta individuata un’area sospetta si deve procedere ad una biopsia ecoguidata della lesione.

Questa tecnica, oggi diffusissima, si chiama:
Agobiopsia, che vuol dire aspirazione mediante un ago. Si tratta di una vera e propria agobiopsia ecoguidata che permette di prelevare un frustolo di tessuto che consente di eseguire una diagnosi istologica. La biopsia può anche essere eseguita in modo random, senza un bersaglio specifico, se esiste l’indicazione clinica o laboratoristica indicata dal medico curante.

In quale misura questo esame dipende dall’esperienza e dalle capacità dell’operatore
In misura totale. L’esame deve essere affidato esclusivamente ad un operatore molto esperto. Solitamente un medico internista o un radiologo che abbia seguito un training specifico. Si richiede un operatore profondamente avvezzo a riconoscere le immagini ecografiche. La sua capacità nell’interpretare le immagini, rappresenta l’elemento fondamentale che fa di tale metodica uno strumento diagnostico di formidabile capacità. E’ inoltre richiesta una profonda conoscenza della fisiopatologia e sulla storia naturale delle affezioni di tale organo.

Direzione: Via Velletri 10 Roma

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