MASTITE: COSA DEVI SAPERE PER ALLATTARE AL SENO

Cos’è la mastite: leggi e guarda il video alla fine della pagina

La mastite è un’infiammazione che si può verificare durante le prime settimane dell’allattamento. Questo tipo di disturbo è spesso risolvibile semplicemente applicando degli impacchi. Se ciò non è sufficiente, in alcuni casi, é necessario ricorrere ad antibiotici specifici, ma sempre su indicazione del medico.

Durante l’allattamento può verificarsi un ingorgo, o meglio, un’ostruzione di un dotto mammario,; se tale problema viene trascurato e non trattato, può crearsi un’infezione batterica chiamata comunemente mastite:

i batteri presenti nel latte materno hanno un ruolo importante nella predigestione del neonato, ma in caso di una proliferazione degli stessi e qualora questi escano dai dotti galattofori, si verifica facilmente l’infezione.

La mastite, nonostante sia dolorosa, non impedisce l’allattamento. E’ invece consigliabile proseguire l’allattamento perché favorisce la risoluzione del problema.

Il rischio ragadi

Altro veicolo possibile di batteri sono le ragadi, piccole lesioni del capezzolo dovute alla suzione del piccolo ed alla particolare sensibilità della pelle del seno. Tali lesioni, infatti, possono facilmente infettarsi.

I sintomi della mastite

I sintomi, campanello d’allarme da non sottovalutare, sono l’arrossamento locale, il dolore, l’ingrossamento del seno.

Se si accusano questi disturbi è consigliabile rivolgersi al medico per una diagnosi accurata e per individuare gli opportuni accorgimenti e cure in base al caso specifico.

La sintomatologia può aggravarsi con stati febbrili e malessere generale.

La prevenzione della mastite

Per evitare tali disturbi e lo sviluppo di infezione, è consigliabile avere cura del capezzolo sin dalla prima suzione.

È importante che la neomamma allatti spesso il proprio bambino per svuotare il seno dal latte prodotto.

Impostare in maniera corretta l’allattamento, facendo in modo che la bocca del neonato accolga l’intera areola e non solo il capezzolo. Questo aiuta la corretta fuoriuscita del latte ed evita la formazione di accumuli, ostruzioni e ragadi.

Mantenere inoltre la pelle del capezzolo idratata, avendo cura di utilizzare prodotti naturali, come ad esempio l’olio di mandorle di noci. E’ sconsigliabile utilizzare, invece, prodotti non commestibili, specialmente sulle zone dove si appoggia la bocca del bambino.

E’ invece consigliabile utilizzare un residuo di latte materno per idratare e disinfettare, passandolo sul capezzolo; fondamentale é lasciare asciugare, avendo cura che il capezzolo sia completamente asciutto prima di coprire.

Una soluzione immediata per le dolorose ragadi

Per poter proseguire l’allattamento in caso di formazione di ragadi, senza dover sopportare dolore o rischiare peggioramenti, un ottimo ed immediato  rimedio può essere l’uso di paracapezzoli, un piccolo dispositivo semplice e molto confortevole che si adatta facilmente al capezzolo proteggendolo e, contestualmente, consentendo la suzione al neonato. Ne esistono di materiale e forme diversi, per un adeguato adattamento alle caratteristiche del seno. I più consigliabili sono quelli in silicone. Naturalmente vanno scelti ed applicati con cura per evitarne un uso improprio. Si consiglia pertanto di utilizzarli seguendo i consigli, almeno la prima volta, di un operatore sanitario.

 

Dott.ssa Maria Luisa Riitano

 

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