peniscopia - equipe di medici

La ricerca ha permesso di individuare, come causa di centinaia di malattie genetiche mutazioni di singoli geni in presenza di un cariotipo normale.

La maggior parte di queste condizioni sono molto rare, e giustificano attenzione solo quando il rischio per una di queste malattie rare sia aumentato per la storia familiare.

Tuttavia per alcune di queste malattie i portatori sani in Italia sono relativamente frequenti: una persona su 25 è portatrice sana di  Fibrosi Cistica, una persona su 50 è portatrice della mutazione della Atrofia Muscolare Spinale (SMA). Entrambe queste condizioni si manifestano con una probabilità del 25% nei figli di una coppia in cui entrambi i genitori sono portatori sani della stessa malattia.

È possibile quindi, prima di una eventuale diagnosi prenatale, sottoporsi ad analisi specifiche per valutare il rischio della coppia. Solo nel caso in cui le indagini diano esito positivo, si valuta l’opportunità di monitorare la gravidanza.

Negli ultimi anni sono state proposte anche altre possibili indagini molecolari, in particolare quelle relative al gene FMR1 (X Fragile), che si associa ad una delle forme più comuni di ritardo mentale (1:3000/1:5000 maschi) e  quella del gene GJB2 e/o GJB6 (o Connessina 26 e 30 – sordità congenita) correlato alla forma più comune di Ipoacusia neurosensoriale congenita (circa una persona ogni 40 è portatrice di questa condizione). A fronte di queste possibilità diagnostiche, si deve comunque considerare che circa l’1% dei neonati è affetto da ritardo mentale (patologia che può essere prodotta da cause diverse, non necessariamente genetiche) e che la prevalenza della sordità alla nascita è superiore a 1:1.000. La sordità può avere un’origine acquisita o genetica. Al momento sono noti oltre 100 geni correlati alla sordità e il gene GJB2, anche se è quello più comunemente coinvolto, è solo uno di essi.

La diagnosi prenatale secondo la definizione qui adottata e riconosciuta dalla Società Italiana di Genetica Umana (SIGU) e dal Ministero della Salute (LG 2004) si differenzia nettamente dalla pratica del testing fetale, vale a dire l’analisi molecolare eseguita su DNA fetale estratto da amniociti (su liquido amniotico), in assenza di indicazione specifica, eseguito presso altri centri non convenzionati.

PRESSO IL NOSTRO CENTRO, I TEST DI SCREENING, QUANDO RICHIESTI, VERRANNO PER LE RAGIONI SOPRA ESPOSTE, EFFETTUATI SUI GENITORI     (DNA estratto da linfociti di sangue periferico) E SOLO SUCCESSIVAMENTE SE NECESSARIO, SUL MATERIALE FETALE GIA’ PRELEVATO PER L’ANALISI DEL CARIOTIPO FETALE, COSI’ COME INTERNAZIONALMENTE RACCOMANDATO.

 

 I test di screening disponibili sono:

-principali mutazioni responsabili della Fibrosi Cistica della popolazione italiana.

-principali mutazioni del gene della Connessina 26 (la forma di sordità congenita autosomica recessiva più frequente).

-mutazione del gene FMR1 associata alla Sindrome da X-Fragile.

– Atrofia Muscolare Spinale (SMA)

– Distrofia Muscolare di Duchenne (DMD)

La Fibrosi Cistica, Connessina 26/30 e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) sono condizioni a trasmissione autosomica recessiva: solo quando entrambe i genitori sono portatori sani della stessa condizione, hanno un rischio alto di avere un figlio affetto (25%).

L’X-Fragile è invece una forma legata al sesso: le donne portatrici hanno un rischio del 50% di trasmettere la condizione ai figli maschi.

La Distrofia Muscolare di Duchenne ha  un’incidenza di 1/3.000 ed è dovuta da mutazione del gene della distrofina. Il test viene effettuato sui feti maschi o sulle madri che possono essere portatrici sane.

Effettuare lo screening sui genitori permette di identificare le coppie a rischio di avere un figlio affetto da queste patologie genetiche, e di proseguire alla diagnosi prenatale solo quando necessario. Inoltre, mentre il testing fetale fornisce un risultato solo sulla gravidanza in corso, senza dare alcuna informazione sui rischi nelle gravidanza successive, lo screening sui genitori permette di fornire un risultato definitivo alla coppia sul proprio rischio di avere figli affetti da queste condizioni senza doverli eseguire di nuovo in caso di altre gravidanze, e di fornire quando necessario una opportuna consulenza genetica.

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