• Cerca

Responsabile Dott.ssa Rossella Occhiato

Presso il nostro centro di senologia di “Studio Lancisi” (Zona Policlinico Umberto I) è stato installato un mammografo di ultima generazione, che consente di effettuare l’esame mammografico con tecnica digitale diretta e con Tomosintesi.

Quest’ultima applicazione consente di acquisire le immagini del seno da diverse angolazioni e le immagini stratificate sono ricostruite con spessore di 1 mm in visualizzazione volumetrica 3D.

La mammografia digitale diretta ha sicuramente migliorato la sensibilità della metodica, ma in particolare, in presenza di mammelle dense, li numero di tumori non rilevati è ancora elevato.

La Tomosintesi aumenta la specificità, consente un miglioramento dei contrasti e quindi una ricerca del tumore al seno sempre più precoce.

Inoltre i tempi di esposizione e le dosi di radiazioni sono ridotte a fronte di un incremento di contrasto delle immagini.

 

Secondo gli esiti delle ricerche più recenti, la mammografia digitale è uno strumento migliore rispetto a quella convenzionale per individuare la presenza di patologie a carico del seno nelle donne con meno di 50 anni e in quelle che si trovano in premenopausa. La mammografia convenzionale prevede la riproduzione dell’immagine del seno direttamente su pellicola. Nella mammografia digitale invece un dispositivo assorbe i raggi x trasmessi attraverso la mammella e li converte in segnali elettronici che sono poi a loro volta trasformati in un’immagine elettronica che viene archiviata su computer. Quindi il radiologo può elaborare l’immagine in un secondo momento, utilizzando software specifici che aiutano l’individuazione di eventuali anomalie. In termini generali, entrambi i metodi d’indagine si sono rivelati efficaci nell’individuazione di tumori al seno. Tuttavia, la mammografia digitale è stata nettamente più precisa nell’individuare anomalie nelle donne di età inferiore ai 50 anni, in premenopausa e in quelle con il tessuto del seno più denso. 

TOMOSINTESI

La ricerca del tumore al seno nello stadio precoce trova oggi un grande alleato nei risultati della più recente ricerca scientifica: la tomosintesi di seconda generazione.

Com’è noto, la tomosintesi è nata per risolvere i casi in cui, a causa di una sovrapposizione di tessuti, una lesione possa essere nascosta. E’ quindi di capitale importanza avere a disposizione, oltre ad una moderna unità di seconda generazione, anche un processing e post-processing per tomosintesi che rispondano alle esigenze del radiologo. Il processing assolve egregiamente il compito ed è stato pensato per aiutare nella diagnosi in modo che ogni singolo strato da 1 mm visualizzato fornisca il massimo di informazioni e sia più simile possibile ad una mammografia.

Il post-processing è intuitivo e veloce ed è strutturato per sequenze di immagini personalizzabili e con ampie possibilità di scelta fra i diversi hanging protocols. La multi modalità è una caratteristica della tomosintesi: sono visualizzabili immagini di Mammografia, Biopsia, Tomosintesi, MRI, Ultrasuoni, Breast CT allo scopo di effettuare rapidamente paragoni utili alla diagnosi.

Con questa tomosintesi non è più necessario effettuare le tre esposizioni stereotassiche per la procedura di biopsia. Sono le stesse immagini Tomo, i piani di lettura da 1mm, che forniscono esattamente le tre Coordinate (x, y, z,) della lesione individuata.

Seconda generazione perché:

  • Gli angoli fra le esposizioni non sono più costanti, ma variabili ottimizzandoli si usano solo quelli utili.
  • Le dosi raggi rilasciate ad ogni esposizione non sono più costanti, ma variabili  dose raggi totale più bassa.
  • L’angolo di scansione è ampio (40°) visione ottimale 3D.
  • La tomosintesi e la mammografia non sono più distinte, ma combinate nella stessa scansione e ricostruzione due risultati con un’unica scansione.
  • L’algoritmo di ricostruzione non è quello pensato per CT o MRI, ma di tipo iterativo ideale per tomosintesi.
  • Pur avendo un angolo di scansione ampio, il numero di esposizioni è il più basso (solo 13) dose ottimizzata e ridotta.
  • Utilizza un detector al Selenio amorfo di 3° generazione dedicato veloce e con guadagni ottimizzati per Tomosintesi

BIBLIOGRAFIA       (clicca per approfondire)

FOTO DI MAMMOGRAFIA E TOMOSINTESI       (clicca per approfondire)